Alitalia: con il ricatto firmano tutti
Posts Tagged ‘alitalia
Se c'era lui
Se c'era lui
Alitalia: con il ricatto firmano tutti
Se c'era lui
Alitalia: con il ricatto firmano tutti
Crisi di coppia?
***AVVERTENZA: PER GLI ARGOMENTI TRATTATI SCONSIGLIAMO LA LETTURA DI QUESTO POST AGLI ALLERGICI ALLA DEMOCRAZIA DEL PD E I FASCISTI***
Alitalia emergenza anche in volo. a terra sì della Cgil, spiragli dai piloti Veltroni: ho trattato io, premier assente. Prime liti coniugali? Gelosia?
Mobilitati i Top Gun di finmeccanica, pronti ad accorrere in soccorso dei piloti alitalia
Ci sono idioti servi del capitale che ritengono sia giusto far fallire Alitalia e li leggi , li senti sbraitare e dire cazzate “é in perdita” , “è una società decotta”, con quel piglio da amministratore delegato della compagnia delle indie che si lamenta della scarsa produzione di cotone e di spezie a causa della pigrizia degli schiavi.
Questi cretini, sciuscià della moderna società imperialistica e globalizzata, dimenticano che Alitalia è pubblica, I soci sono per 49,90% la Repubblica Italiana - Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro,cioè lo stato, cioè noi, è nostra e quel 49,90% vorrà dire qualche cosa o no?
Il problema di Alitalia non sono state le torri gemelle che avrebbero portato le crisi aeree.
Il problema di Alitalia sono stati quei manager di merda alla Cimoli (regolarmente liquidati con emolumenti mlionari) e non il personale.
E’ stata la gestione mirata all’affossamento al fine di servire agli amici turno i beni di alitalia, come ad esempio gli immobili che sono tanti ed allettanti ed in tutte le parti del mondo, gli Hub, le rotte, gli aerei.
Beni che diventerebbero parte del capitale della good company, la parte attiva dell’impresa: svenduta, privatizzata a vantaggio di Colannino e degli altri sciacalli CAI ammanicati col potere. Mentre la bad company-i debiti- restrebbero ancora in mano pubblica. QUesto era il piano Berlusconi.
Dobbiamo dire NO, Non dobbiamo permettere che Alitalia sia venduta ne alla Cai ne all’Airfrance e neanche al primo che passa amico di Prodi o di Berlusconi con i loro giochini del “socializziamo le perdite e ci teniamo gli utili” tanto cari in casa Fiat.
Dobbiamo pretendere che lo stato,riacquisti il 50,10%, ripiani le perdite e ci metta un manager decente,non il solito avvoltoio. Lo prendesse da Air France o da Lufthansa visto che sembrano guidate da amministratori in gamba, avendo risollevato le due compagnie.
La facciano finita con queste stronzate del sindacato capro espiatorio che “per colpa sua non ci sono i soldi della benzina”, tanto abbiamo capito tutti che Alitalia è un tentativo di speculazione andato a male.
Solidarietà ai lavoratori Alitalia. Tenete duro.
Ci sono idioti servi del capitale che ritengono sia giusto far fallire Alitalia e li leggi , li senti sbraitare e dire cazzate “é in perdita” , “è una società decotta”, con quel piglio da amministratore delegato della compagnia delle indie che si lamenta della scarsa produzione di cotone e di spezie a causa della pigrizia degli schiavi.
Questi cretini, sciuscià della moderna società imperialistica e globalizzata, dimenticano che Alitalia è pubblica, I soci sono per 49,90% la Repubblica Italiana - Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro,cioè lo stato, cioè noi, è nostra e quel 49,90% vorrà dire qualche cosa o no?
Il problema di Alitalia non sono state le torri gemelle che avrebbero portato le crisi aeree.
Il problema di Alitalia sono stati quei manager di merda alla Cimoli (regolarmente liquidati con emolumenti mlionari) e non il personale.
E’ stata la gestione mirata all’affossamento al fine di servire agli amici turno i beni di alitalia, come ad esempio gli immobili che sono tanti ed allettanti ed in tutte le parti del mondo, gli Hub, le rotte, gli aerei.
Beni che diventerebbero parte del capitale della good company, la parte attiva dell’impresa: svenduta, privatizzata a vantaggio di Colannino e degli altri sciacalli CAI ammanicati col potere. Mentre la bad company-i debiti- restrebbero ancora in mano pubblica. QUesto era il piano Berlusconi.
Dobbiamo dire NO, Non dobbiamo permettere che Alitalia sia venduta ne alla Cai ne all’Airfrance e neanche al primo che passa amico di Prodi o di Berlusconi con i loro giochini del “socializziamo le perdite e ci teniamo gli utili” tanto cari in casa Fiat.
Dobbiamo pretendere che lo stato,riacquisti il 50,10%, ripiani le perdite e ci metta un manager decente,non il solito avvoltoio. Lo prendesse da Air France o da Lufthansa visto che sembrano guidate da amministratori in gamba, avendo risollevato le due compagnie.
La facciano finita con queste stronzate del sindacato capro espiatorio che “per colpa sua non ci sono i soldi della benzina”, tanto abbiamo capito tutti che Alitalia è un tentativo di speculazione andato a male.
Solidarietà ai lavoratori Alitalia. Tenete duro.
Ci sono idioti servi del capitale che ritengono sia giusto far fallire Alitalia e li leggi , li senti sbraitare e dire cazzate “é in perdita” , “è una società decotta”, con quel piglio da amministratore delegato della compagnia delle indie che si lamenta della scarsa produzione di cotone e di spezie a causa della pigrizia degli schiavi.
Questi cretini, sciuscià della moderna società imperialistica e globalizzata, dimenticano che Alitalia è pubblica, I soci sono per 49,90% la Repubblica Italiana - Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro,cioè lo stato, cioè noi, è nostra e quel 49,90% vorrà dire qualche cosa o no?
Il problema di Alitalia non sono state le torri gemelle che avrebbero portato le crisi aeree.
Il problema di Alitalia sono stati quei manager di merda alla Cimoli (regolarmente liquidati con emolumenti mlionari) e non il personale.
E’ stata la gestione mirata all’affossamento al fine di servire agli amici turno i beni di alitalia, come ad esempio gli immobili che sono tanti ed allettanti ed in tutte le parti del mondo, gli Hub, le rotte, gli aerei.
Beni che diventerebbero parte del capitale della good company, la parte attiva dell’impresa: svenduta, privatizzata a vantaggio di Colannino e degli altri sciacalli CAI ammanicati col potere. Mentre la bad company-i debiti- restrebbero ancora in mano pubblica. QUesto era il piano Berlusconi.
Dobbiamo dire NO, Non dobbiamo permettere che Alitalia sia venduta ne alla Cai ne all’Airfrance e neanche al primo che passa amico di Prodi o di Berlusconi con i loro giochini del “socializziamo le perdite e ci teniamo gli utili” tanto cari in casa Fiat.
Dobbiamo pretendere che lo stato,riacquisti il 50,10%, ripiani le perdite e ci metta un manager decente,non il solito avvoltoio. Lo prendesse da Air France o da Lufthansa visto che sembrano guidate da amministratori in gamba, avendo risollevato le due compagnie.
La facciano finita con queste stronzate del sindacato capro espiatorio che “per colpa sua non ci sono i soldi della benzina”, tanto abbiamo capito tutti che Alitalia è un tentativo di speculazione andato a male.
Solidarietà ai lavoratori Alitalia. Tenete duro.
Porta sfiga
FANTOZZI GLI AVEVA CHIESTO UN’INTERCESSIONE SPECIALE, Il Papa: «Da tempo prego per voi» Alitalia nei pensieri del pontefice. Quello per Parigi è l’ultimo viaggio di Ratzinger con la vecchia compagnia. da lunedì voli a rischio tornerà con luftwaffe.
Gli affari sono affari
Vergognoso conflitto d’interesse fra Roberto Colaninno (prossimo presidente Alitalia) e il figlio Matteo ministro per lo Sviluppo economico nel governo ombra del Partito democratico
Ieri Telecom Italia, oggi Alitalia e domani sarà Trenitalia.
Ieri Telecom Italia, oggi Alitalia e domani sarà Trenitalia.







Commenti recenti