Archive for the 'Hazet36' Category

23
gen

Fiat investe nei TRANSalpini

parigi

Marchionne: “Termini Imerese chiuderà” “Stiamo investendo in Francia

21
gen

Il colpo di stato contro Ceausescu

Intervista con il generale Stanculescu, organizzatore del colpo di stato contro Ceausescu
Imbratisare – EVZ

L’ex generale Victor Atanasie Stanculescu, il capo dell’esercito rumeno nei momenti in cui Ceausescu fu rovesciato e che ha diretto la farsa del processo sommario che si concluse con la sua esecuzione, nel suo libro pubblicato di recente, “Infine, la verità”, spiega come è stato pianificato, insieme con i servizi segreti russi, il “colpo di stato” del dicembre 1989.
Si tratta di cinque interviste con lo storico Alex Stoenescu, dove il generale rivela i piani precedentemente concordati con i sovietici e gli americani, lo sviluppo del colpo di stato, e perché ci sono state tante vittime civili.
Una testimonianza importante che proviene dal cuore degli eventi, e che rivela alcuni dati che il mito della “Rivoluzione rumena” s’impegna a nascondere.
Questa è la traduzione dell’articolo pubblicato in Evenimentul Zilei sul libro. Credo che questo articolo abbia sufficienti rivelazioni da leggere, per poter capire. Mi auguro che nel tempo possa scrivere un post sul libro, non avendo che le note di base pubblicate su di esso.
La teoria della “rivoluzione” è promossa da tutti coloro che hanno cambiato casacca in tempo per rimanere ai vertici. Inoltre, funge da arma anticomunista perché fa credere che lo scopo delle manifestazioni di piazza di migliaia di cittadini sia stato il rifiuto del comunismo, quando al contrario, sostengono sempre più le prove, era richiesta la riforma, non il cambiamento del sistema. Questo non solo lo sostiene il popolo rumeno, con cui si può parlare prendendo unaUrsus (birra rumena), ma perfino per alcuni soggetti che hanno vissuto la rivoluzione, come il regista Sergiu Nicolaescu, pochi pensavano che stava per cambiare il regime, avendo solo richiesto la riforma del socialismo.
Stanculescu sostiene che i servizi segreti russi e americani progettarono il colpo di stato da un pò di  tempo, e che fu l’uomo che ha diretto gli eventi fino a quando Iliescu prese il potere. Il piano originale prevedeva un governo provvisorio militare, guidato da lui, ma alla fine si decise per un governo civile. Ci fornisce anche indicazioni su come la CIA intervenne sul governo della Romania dopo la rivoluzione, e sulla scelta dei suoi presidenti. Continue reading ‘Il colpo di stato contro Ceausescu’

18
gen

Me ne farò una ragione :-D

Ricevo e pubblico la mail dalla fabbrica dei fake infiltrati neofascisti a firma la “redazione” cioè dalla proprietaria Dacia  Valent* e i suoi Oompa Loompa (MeoSpatacca,Ludo Ludi,Tananka Yotanka,Leone Bronstein,Lillith,Virginie e le new entry Augusto Egidi (Groucho_Marx) e Pier Valentino Gandolli ) creati e comandati dal solerte Francesconi (meglio conosciuto come Spartacus Quirinus nell’ambiente detto anche il “Vecchio stronzo”)  in cui non viene accettata la mia richiesta di uscire ma vengo espulso. Non importa va bene a me basta che sia chiaro che il mio blog non pubblica più da loro e che io non faccio parte di quel collettivo :

Gentile sig. Antonio Ramone: la redazione di Kilombo, dopo aver letto il suo blog e averne valutato le caratteristiche sia politiche sia di stile, ritiene che la comunità possa fare a meno del suo contributo.

L’impiego di fotomontaggi di dubbio gusto, l’uso della minaccia violenta contro altri blogger, il disprezzo della vita e dei lavoratori, la rendono persona non grata per l’aggregatore.

Siamo certi che potrà far valere le sue ragioni in altri lidi e le auguriamo la fortuna che si merita.

Siamo quindi a notificarle che la sua sospensione è da oggi traslata in espulsione e cancellazione dal database degli iscritti.

La informiamo inoltre che questa è una decisione irrevocabile.

Buona giornata, Redazione

*Dacia Valent Per chi non la conoscesce: ELLA è una donna avanti per questo in passato è  stata il grande premiatrice (grazie all’intervento di Tisbe aveva premiato Kilombo con la sua prestigiosa associazione)  oltre che testimonial per Kilombo e oggi ne è proprietaria.  Dacia Valent non è mai stata sfiorata non dico da uno scandalo, ma neanche dall’ombra di una maliziosa diceria, di una insinuazione, di un sospetto, di una maldicenza solo quegli stalker maledetti del Fulk ci hanno provato senza successo. Perchè tutti sanno chi è Dacia Valent: Un simbolo di amore verso gli altri ,le donne e i bambinii sindacatile gioiellerie, l’Italia e gli Italiani, amore verso i colleghi giustamente ricambiato . Pensate Dacia Valent è persino amata da Indymedia e mi domando come non poteva esserlo in Kilombo?

Dacia Valent è simbolo di onestà,di presenza in parlamento, di libertà,di non violenza, di amore per i mezzi pubblici,amica dei pacifisti, delrispetto della religione islamica, una che crede nel suo partito non una voltagabbana una che si venderebbe per una poltrona.

Dacia Valent è una donna molto impegnata nota ricercatrice ,  agronoma e progettista virtuale oltre che studiosa degli usialternativi dei simboli della religione cattolica.

Dacia Valent  Infine può vantare a Montecitorio una sala dedicata .

09
gen

E le clementine?

caroclementine

Lui sta con le clementine.

08
gen

31 ottobre 1989

A distanza di 20 anni Dacia Valent tenta di nuovo il colpo. Dopo aver accusato ingiustamente dei colleghi sbirri (caso archiviato)  per non essere intervenuti per difenderla dalle ingiurie e di un aggressione e averli accusati di ogni cosa più abominevole la ex sbirra e deputata in piena onda 2.0 NON RISPONDE ALLE DOMANDE e  millanta uno stupro virtuale.  solidarieta

Che la smetta di fare la finta vittima e risponda alle domande.
Già che c’è magari ci spieghi queste  ”opere d’arte” scritte di Dacia the ripper che cosa sono:

1)Cloroalclero
2) Lia di Haramlik
3) Korvo Rosso
4)Samie
5)Mario

Romanzi brevi o Poesie*?

*Solidarietà a Samie,Cloro,Lia,Korvo Rosso,Mario,Dario Ballini,Lady Tux,Spb, Anika.
Tutti compagni  in alcuni casi con figli ampiamente insultati,stuprati,minacciati nelle pagine del blog della “povera” sbirra Dacia Valent e dei suoi sodali che pur di raccogliere solidarietà arrivano anche a inventarsi malattie o per avere ragione fanno chiamare l’On.Valent sul posto di lavoro per far licenziare.

24
dic

Kilombo i fascisti sono tornati

Gli squallidi agenti della provocazione fascioborghese dopo aver sospeso per 5 volte questo post e altre 2 pure questo mi hanno sospeso l’account. Il tutto senza neanche il coraggio di comunicarlo. Ma questo lo sapevo visto che ci vogliono le palle per farlo ed è chiedere troppo a 2 castrati.:

accountbloccato

Sono iniziate le epurazioni. In pieno stile fascista.

23
dic

Imre Nagy controrivoluzionario e agente dell’imperialismo

E’ diverso tempo che i servi del regime neofascista hanno scatenato una martellante campagna propagandistica arrivando persino ad esaltare figure Imre Nagy controrivoluzionario e agente dell’imperialismo.
Nel caso dell’Ungheria l’obiettivo è quello di dimostrare che non si trattò di un tentativo controrivoluzionario di spaccare l’allora campo socialista, promosso dall’imperialismo, bensì di un’insurrezione popolare di carattere “democratico” e “libertario”, contro il “regime stalinista”, che precorse e preparò il “crollo del comunismo” cominciato nel 1989 con la caduta del muro di Berlino.

Sappiamo che loro sono “ex comunisti”  pentiti oggi militanti del PD  che amano fare “ricostruzioni storiche” copiando ampi stralci dal libro nero del comunismo in cui viene esaltata la controrivoluzione ungherese del ‘56.  Li conosciamo  ma siamo consci che una “vittoria” è tanto più schiacciante se a riconoscerla e a proclamarla è proprio l’ex “nemico” di ieri passato armi e bagagli nel campo del “vincitore”, come è il caso del borghese Giorgio Napolitano e del trotzkista Pietro Ingrao o di questi secidenti blogghisti di sinistra, che si sono stracciati pubblicamente le vesti per abiurare le loro posizioni di allora a favore dell’intervento sovietico.

Per noi  non c’è nessun giudizio storico da rivedere, e sui fatti ungheresi del 1956 vale ancora il verdetto che allora fu pronunciato dal movimento comunista internazionale, compreso il PCI in cui militava l’attuale inquilino del Quirinale: si trattò di un attacco controrivoluzionario al campo socialista, fomentato dall’esterno dall’imperialismo che seppe sfruttare, come ben comprese e chiarì Mao, certe contraddizioni in seno al popolo, appoggiandosi alla borghesia e alle altre classi reazionarie spodestate, nonché ad elementi revisionisti nello stesso Partito comunista ungherese, primo fra tutti il traditore Nagy, per sovvertire il regime socialista in Ungheria e portarla nella sfera occidentale e della Nato.

Del resto, fin da quando Churchill inaugurò la “guerra fredda” accusando l’Unione Sovietica di aver diviso l’Europa con una “cortina di ferro”, attacchi dall’esterno e tentativi di sovversione dall’interno si sono succeduti incessantemente negli anni del dopoguerra ai danni dei Paesi socialisti, laddove gli imperialisti individuavano dei punti deboli e occasioni di ingerenza, come a Berlino, nella Repubblica democratica tedesca, in Polonia e nella stessa Ungheria. Quello attuato in questo Paese fu il più violento e sanguinoso, un vero e proprio scatenamento del terrore bianco, con massacri ed eccidi di militanti e dirigenti comunisti, operai, soldati e civili inermi. Mancò poco che il tentativo riuscisse e l’Ungheria passasse nel campo imperialista.

Il traditore Nagy, che dalla sua posizione di dirigente del Partito comunista e primo ministro del governo si mise a capeggiare la controrivoluzione, ai primi di novembre aveva già annunciato l’uscita dell’Ungheria dal Patto di Varsavia, primo passo verso il cambiamento di campo. Proprio in quei giorni, con l’attacco anglo-franco-israeliano all’Egitto di Nasser, che aveva nazionalizzato il canale di Suez, l’imperialismo occidentale mostrava tutta la sua arroganza e aggressività sulla scena internazionale, e la spaccatura del campo socialista agendo sui suoi anelli più deboli, come l’Ungheria, faceva chiaramente parte di questa strategia.
L’intervento sovietico, sollecitato a gran voce dal movimento comunista internazionale, riuscì a sventare questo tentativo e a ristabilire il potere socialista in Ungheria e l’equilibrio internazionale; anche se ormai, dopo il XX Congresso del PCUS tenutosi proprio in quello stesso anno, il revisionismo kruscioviano andava affermandosi nell’Urss e in tutti gli altri Paesi dell’Est europeo, e dunque anche nell’Ungheria appena riconquistata al campo socialista.
Fu il revisionismo, cioè il ritorno della borghesia al potere nei Paesi socialisti con un’azione dall’interno stesso del partito e dello Stato proletari, come il colpo di Stato kruscioviano e la “destalinizzazione” in Urss che gli dettero il via, la vera causa, il vero cancro che portò nei decenni successivi alla disgregazione e al crollo dell’ormai ex campo socialista nell’Europa dell’Est.

Mao comprese perfettamente la natura controrivoluzionaria dei moti ungheresi e l’avanzare del revisionismo, che a partire dal XX Congresso del PCUS stava cambiando il volto dei Paesi socialisti, e lo spiegò nel magistrale discorso del 1957 “Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo”: “I reazionari all’interno di un paese socialista, in connivenza con gli imperialisti – spiegava – approfittano delle contraddizioni in seno al popolo per fomentare discordie e creare disordini allo scopo di far trionfare il loro complotto. Questa lezione tratta dai fatti d’Ungheria merita la nostra attenzione”. Egli fece poi tesoro di quella lezione per prevenire la restaurazione del capitalismo in Cina, promuovendo a questo scopo la Grande rivoluzione culturale proletaria e sviluppando con essa la teoria marxista-leninista di Marx, Engels, Lenin e Stalin.
Ma all’epoca dei fatti d’Ungheria i revisionisti ancora si mascheravano e non avevano preso il sopravvento nel movimento comunista internazionale, e perciò appariva chiaro che schierarsi con gli insorti equivaleva a schierarsi con l’imperialismo, la borghesia, la chiesa, i fascisti e tutta la reazione, mentre difendere l’intervento sovietico voleva dire difendere il proletariato internazionale e il socialismo. Lo stesso Togliatti scriveva allora: “È mia opinione che una protesta contro l’Unione sovietica avrebbe dovuto farsi se essa non fosse intervenuta, e con tutta la sua forza questa volta, per sbarrare la strada al terrore bianco e schiacciare il fascismo nell’uovo”.

Anche se ora sappiamo che queste posizioni di allora del vertice revisionista del PCI erano posizioni obbligate e dettate solo da opportunismo, tant’è vero che ai fatti d’Ungheria seguì l’VIII Congresso, con la “via italiana al socialismo”, che sancì definitivamente la linea revisionista e riformista di quel partito.

Non c’è dunque nessun fatto “nuovo” che possa ribaltare il giudizio sulla scelta di campo che fu fatta allora dai sinceri comunisti e da tutti i fautori del socialismo. Che lo facciano oggi dei borghesi, dei rinnegati e dei pentiti, che allora non ne ebbero il coraggio solo perché i tempi non erano ancora “favorevoli” e sarebbero stati spazzati via dal proletariato, ciò non sposta di una virgola la verità storica già acclarata.

Dobbiamo tenere fermi i verdetti storici, non facendoci influenzare dalle autocritiche dei rinnegati del comunismo, come quelle di questi giorni di Giorgio Napolitano , di Pietro Ingrao sui ‘fatti di Ungheria’ del ‘56 o dei militandi del PD.

Leggi anche : i criminali neorevisionisti

22
dic

I criminali neorevisionisti

Continuano le aggressioni e le provocazioni degli amici di Prodi, Veltroni,D’Alema, Franceschini, Bersani e del PD  ai miei post sui veri eroi del comunismo. Queste mele marce traditrici della rivoluzione  si sono convertite al consociativismo borghese e sono  i veri nemici della lotta rivoluzionaria. Non avendo argomenti politici e essendo dotati di scarsa cultura  pensano di risolvere le contraddizioni che hanno con noi, con il proletariato, il socialismo e il comunismo calunniando chi si è sacrificato nelle lotte infangandolo con quello che per loro è l’unica verità. Il libro nero del comunismo.

Ma si sbagliano di grosso poiché ciò che è scritto è scritto e nessuno potrà mai cancellarlo. In ogni caso noi non abbiamo paura.
Quello che ci preoccupa non è tanto il male e i danni che questi provocatori possono arrecare quanto l’influenza perniciosa che essi possono esercitare nei confronti dei rivoluzionari sinceri e in buona fede che credono di trovare nel PD e nei suoi affiliti la risposta giusta alla loro sete di giustizia sociale, di libertà dal capitalismo e dall’imperialismo.

E’ perciò interesse comune di tutti gli autentici comunisti, gli antifascisti conseguenti e gli antagonisti condannarli e isolarli.

Noi abbiamo già dimostrato che la loro linea politica è assolutamente inconciliabile col marxismo-leninismo-pensiero di Mao, con la via dell’Ottobre, col socialismo e con il comunismo. Ora le loro aggressioni ai marxisti-leninisti confermano nella pratica che si tratta effettivamente di gruppi provocatori al soldo della reazione, che hanno in odio il Partito del proletariato e il comunismo.

Essi si comportano, nella teoria, nella politica e nella pratica esattamente come si comportavano i trotzkistisi  nell’Urss ai tempi di Lenin e di Stalin. Da questa nostra esperienza abbiamo un elemento in più per capire quanto questi nostri maestri hanno dovuto penare per liberarsi dai controrivoluzionari e agenti della borghesia e della reazione mondiale mascherati da comunisti simili ai nostri aggressori.

Ogni sincero e onesto rivoluzionario, ma anche qualsiasi progressista e democratico, deve riflettere sul loro comportamento cominciando col chiedersi come mai essi aggrediscono i marxisti-leninisti nelle manifestazioni del loro pensiero quando  combattiamo l’imperialismo o la disoccupazione. Evidentemente non vogliono che le giuste parole d’ordine  penetrino nelle masse e che si realizzi un’ampia unità d’azione delle masse e delle organizzazioni politiche che si battono per le stesse rivendicazioni. Anziché unire dividono, anziché creare ampi fronti uniti restringono il campo dei combattenti alle sole avanguardie, anziché dare spazio ai marxisti-leninisti cercano di toglierlo loro del tutto e di emarginarli dai movimenti di lotta.
Sorge allora spontanea la domanda. Ma per chi lavorano costoro? Hanno qualcuno che protegge loro le spalle?
Certamente sì, perché è fuori dubbio, come dimostrano i fatti, che non lavorano per il proletariato, la rivoluzione socialista e la causa del socialismo.

Chi è allora che li manovra? Qualcuno che potrebbe trovarsi dentro il governo, nei servizi segreti o nel movimento neorevisionista e trotzkista.

Tutti sappiamo che è dal ‘67 che i falsi comunisti – ieri i revisionisti militanti del PCI, oggi neorevisionisti militanti  del PD e le loro coperture a “sinistra” -, le “forze dell’ordine” e la magistratura che ci vengono addosso, con provocazioni, inchieste, processi e condanne, perché sanno benissimo che solo una forte, grande e radicata ideologia marxista-leninista è in grado di riunire, organizzare e mobilitare le masse proletarie, popolari e giovanili per combattere il capitalismo e realizzare il socialismo.

Forse tutte queste forze al servizio della classe dominante borghese in camicia nera e della seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista pensano che sia giunto il momento per darci il colpo di grazia  Ma si sbagliano di grosso, anche se riuscissero allo scopo non potranno mai liberarsi dello spettro del comunismo. Ci saranno sempre dei proletari rivoluzionari che rialzeranno le invincibili bandiere rosse  e sapranno riconoscere i veri  maestri e del comunismo.

vi invito a leggere:

gulag scuole di formazione e di rieducazione
imre nagy controrivoluzionario e agente dell’imperialismo
il piccone, strumento marxista lenninista di rieducazione
Pol pot un eroe rivoluzionario
Lavrentij berija un eroe moderno
Tanti auguri Joseph

19
nov

Pestato perchè “i tossici non possono entrare”

Mattina dell’11 novembre 2009,

Il giovane Flavio voleva entrare nei bagni della stazione dei pullman di Bergamo “solamente per fare pipì” come dirà in seguito lui stesso,
quando l’ingresso gli viene VIETATO dal guardiano della struttura, giustificandosi con la frase “i tossici non entrano in questo bagno”.
Flavio inorridito, e colpito nei suoi diritti fondamentali come essere umano, chiede spiegazioni di fronte a tale comportamento,
di tutta risposta il guardiano chiama un vigilante. Se forse Flavio aveva intravisto una speranza di essere trattato come essere umano da una figura che avrebbe dovuto garantire un suo diritto inviolabile, questa si è spenta subito: l’ “uomo” ribadisce “ha ragione, qui i tossici non possono entrare!”. Sempre più sconvolto, Flavio cerca di farsi dare nome e cognome da queste due “autorità”, uscirà dalla stazione così:

picchiato

Flavio riceve una dose di manganellate dal vigilantes, che gli costeranno dei punti sopra l’occhio e sull’orecchio.
Pochi minuti e arriva la polizia, chiamata da delle signore che aspettavano il pullman.
Questi rappresentanti delle cosiddette “forze dell’ordine” dichiareranno che “i vigilantes non hanno in dotazione nessun manganello estensibile”, tentando di fatto, di coprire i loro colleghi vigilantes.
A noi non interessano queste scuse!!
Flavio è stato pestato perchè la sua faccia non è piaciuta ad un guardiano!!
Flavio: “non sono un santo, ma volevo solo andare in bagno, prima che iniziasse tutto mi sono anche tolto il giubbino mettendomi a disposizione per un’eventuale(anche se illegittima) perquisizione, per dimostrare che non avevo droghe di nessun tipo, Invece è successo quello che è successo, e adesso ho tanta rabbia, ho urlato anche il nome di Cucchi in quei momenti di trambusto, e domani c’è anche il lavoro da affrontare, non è giusto!”
ADESSO CI SIAMO STANCATI!!!
VOGLIAMO CAMMINARE TRANQUILLI PER LE STRADE DELLE NOSTRE CITTA’ SENZA RISCHIARE CHE QUALCHE PERSONAGGIO CON DELIRI AUTORITARI CI SPACCHI LA FACCIA NEGANDOCI DEI NOSTRI DIRITTI FONDAMENTALI CON SCUSE ASSURDE!!!!
VOGLIAMO GIUSTIZIA!!!!
SOLIDARIETA’ A FLAVIO!!!!!

Simone Rapisarda

Informare per resistere

15
ago

Kabul, a ferragosto lavorano

Gli ufficiali giudiziari della resistanza afghana hanno consegnato l’avviso di sfratto agli occupanti.

12
ago

Yes, We can!


Quando un sindacato non è servo ma serve. SI VINCE.

07
ago

Poesia sulla ronda (ROSSA)


Hanno ammazzato Berta
figlio di pescecani
evviva il comunista
che gli tagliò le mani.

Il 28 febbraio 1921  Giovanni Berta appartente alla squadra d’azione fiorentina veniva inseguito da una ronda rossa, si aggrappò al parapetto di un ponte ma gli schiacciarono le mani, cadde e annegò nell’Arno.

07
ago

Aumenti

Loro di militari e noi di P38

27
lug

La missione “Antica Babilonia” e il petrolio di Nassiriya

Il negazionismo e il revisionismo non colpiscono solamente i tragici eventi lontani come l’olocausto ma viene anche utilizzato per rivedere e giustificare l’attuale guerra coloniale in afghanistan. Un fantasioso e NON documentato articolo (non viene citata una fonte) cerca di dimostrare come era umanitaria la missione di Nassirya in Iraq. Invito quindi l’imbecille Nardi e tutti i creduloni a vedersi questi due video della RAI, non della PRAVDA.Un’inchiesta completa su cosa ci facevamo in Iraq. Colonialismo di rapina. come stiamo facendo in Afghanistan.
PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

22
lug

Assassini di Stato

Se i mercenari fascisti sono all’estero a fare stragi annichilendo bambini e civili , in Italia ci sono gli sbirri che oltre a rapire come veri boia  di stato uccidono innocenti. Noi non saremo eroici come i partigiani afghani ma speriamo nel cambiamento.




Precariopoli

Il blogger più censurato dai piddini e dagli assicuratori Questo blog è antifascista, laico, pacifista, antirazzista, contro l'omofobia e difende la Costituzione Italiana

Avviso

È inutile inviare commenti insultanti, contenenti epiteti offensivi di qualsiasi genere o falsamente dialoganti. È fatica sprecata. Vanno diretti nello spam.

Questo blog aderisce a:

Kligg social network delle sinistre ______________________ ______________________ ______________________

Diventa anche tu un FAN di Precariopoli :-D

______________________

Orgoglio Comunista

I Fascisti mi piacciono così:

La rivoluzione d’Ottobre. L’inizio di tutto.

Who's Online

  • 0 Members
  • 7 Guests