Ascoltando l’intervista di Gino Donè Paro unico europeo ad aver partecipato attivamente alla rivoluzione cubana e vedendo gli ultimi avvenimenti occorsi in Kilombo vengono i brividi e lo schifo nel vedere come chi ha lottato ieri venga disonorato oggi da chi millanta l’essere di sinistra.
La storia di è nota, Gino parte il 25 novembre 1956 dal porto messicano di Tuxpan insieme agli 82 patrioti del battello Granma . A bordo il suo grado è quello di Tenente del Terzo Plotone comandato dal Capitano Raúl, fratello di Fidel. Gli 82 sul Granma erano: 78 cubani, più un argentino (Che), più un messicano (Alfonso), più un domenicano (Ramon), più Gino (detto El Italiano). Sul passaporto italiano c’è scritto Gino Donè, ma all’anagrafe cubana, quando si è sposato, è stato registrato col nome di Gino Donè Paro, cioè anche con il cognome materno. Dopo lo sbarco del 2 dicembre 1956, ai piedi della Sierra Maestra, e dopo il massacro di Alegria de Pio (dove circa la metà degli 82 vengono catturati e assassinati dai batistiani) Gino torna a Santa Clara, dove durante le festività natalizie partecipa ad alcune azioni di sabotaggio assieme alla guerrigliera Aleida March. Gino purtroppo è scomparso nel 2008.
Mi domando oggi Gino cosa direbbe constatando il malinconico stato della sinistra espresso da Kilombo nella versione voluta dal padrone, cosa penserebbe vedendo le azioni di :
un pirla alla Jaco,un questurino infiltrato che si deve nascondere dietro una tovaglia, una deficiente arrampicatrice sociale come la Valent (una che specula sulla pelle della sua gente), una finta agronoma e possidente di un casolare di campagna (mi chiedo se fa le ricevute fiscali, la nostra), un venditore di sole in pensione e una manica di perbenisti del cazzo che si rivelano per quello che sono.
Per chi non sapesse la Bio dell’On. Valent Musa ispiratrice di Paolo Jaco Giachin e dei 4 dell’ave maria ecco un breve estratto : ELLA è il grande testimonial per Kilombo. Dacia Valent non è mai stata sfiorata non dico da uno scandalo, ma neanche dall’ombra di una maliziosa diceria, di una insinuazione, di un sospetto, di una maldicenza solo quegli stalker maledetti del Fulk ci hanno provato senza successo. Perchè tutti sanno chi è Dacia Valent: Un simbolo di amore verso gli altri ,le donne e i bambini, i sindacati, le gioiellerie, l’Italia e gli Italiani, amore verso i colleghi giustamente ricambiato . Pensate Dacia Valent è persino amata da Indymedia e mi domando come non poteva esserlo in Kilombo?
Dacia Valent è simbolo di onestà,di presenza in parlamento, di libertà,di non violenza, di amore per i mezzi pubblici,amica dei pacifisti, del rispetto della religione islamica, una che crede nel suo partito non una voltagabbana una che si venderebbe per una poltrona. Infine diciamo che questo riconoscimento dato da parte di Paolo Jaco Giachin giunge con estremo ritardo e solo dopo anni che l’on. Dacia Valent grazie all’intervento di Tisbe aveva premiato Kilombo con la sua prestigiosa associazione. Infine può vantare a Montecitorio una sala dedicata .
Dacia Valent è una donna molto impegnata nota ricercatrice e la agronoma e progettista virtuale oltre che studiosa degli usi alternativi dei simboli della religione cattolica.




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